Bundesliga, ipocrisia del calcio: se si esulta con il gomito niente contagio

Bundesliga, ipocrisia del calcio: se si esulta con il gomito niente contagio

Festeggiamenti con il gomito dopo il gol in Bundesliga ma in campo botte da orbi (come sempre) e in area mischie che farebbero rabbrividire gli esperti del comitato scientifico anti Covid.

In panchina tutti con le mascherine ma in campo i contatti ravvicinati non mancano (com’è giusto, del resto).

E’ l’ipocrisia del calcio, mostrata plasticamente durante il primo turno di Bundesliga disputato dopo il lockdown.

Si discute tanto sui protocolli da adottare in tutte le categorie commerciali e, ovviamente, nel calcio italiano è scoppiata la polemica.

Da una parte il Governo, ministro dello Sport in testa, che predica prudenza; dall’altro il mondo del pallone che vuole a tutti i costi riaprire il baraccone.

Francamente la diatriba ci sembra stucchevole perché, se proprio parliamo di contagio, è evidente che il calcio – come altri sport di contatto – sono a alto rischio.

Ma in Germania si gioca, quindi possiamo farlo anche da noi.

E non veniteci a dire che se c’è un gol (in Bundesliga ne hanno realizzati sedici nell’ultima giornata) bisogna festeggiare di gomito, altri ci passiamo il Covid.

Se un giocatore protesta con l’arbitro – ed è accaduto più volte domenica scorsa – può trasmettergli le famose goccioline con il virus?

E se in un tackle, quando due giocatori cadono l’uno addosso all’altro e non si rispetta il metro come imposto ai comunali mortali, cosa succede?

Poi pero’ in panchina allenatori, riserve e collaboratori devono stare con le mascherine, seduti a distanza per evitare assembramenti.

Ipocrisie belle e buone, Totò avrebbe commentato: “Ma mi faccia il piacere!”.

 

 

 

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